domenica 22 agosto 2021
venerdì 9 luglio 2021
I vini di Ongaresca a Milano, per raccontare le colline di Costabissara e Isola Vicentina
Con la presentazione del progetto L'Europa delle Scienze e della cultura (Patrocini Iai-Iniziativa Adriatico Jonica , Ente Friuli nel Mondo e Associazione per gli italiani nel mondo), Borghi d'Europa ha dato spazio ai territori che compongono il variegato mosaico delle esperienze regionali.
A Milano, presso l'Osteria la Stazione l'Originale, è stato così possibile introdurre il percorso informativo che riguarda l'Altra Vicenza, le colline di Isola Vicentina e Costabissara.
I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno già visitato una ventina di aziende per costruire una Via del Gusto inedita, che verrà raccontata, settimana per settimana, a partire dal 15 luglio, fino a dicembre 2021.
Ma , per sottolineare le storie, è stato possibile degustare gli splendidi vini di Ongaresca (Costabissara), che ha potuto partecipare all'incontro grazie alla simpatica effervescenza di Chiara, sommelier e addetta commerciale dell'azienda stessa.
" Nel DNA sono segnati i caratteri distintivi di ognuno di noi.
Passione, tradizione e innovazione sono i nostri. Esprimere questa passione attraverso ogni vendemmia, ogni bicchiere del nostro vino, è un’opportunità per trasmettere le caratteristiche tipiche della nostra terra mantenendo costantemente quell’equilibrio tra rispetto per il territorio e innovazione.
Solo così le nostre radici, forti e profonde, ci permettono di guardare al futuro, continuando a comunicare a tutti gli appassionati del buono e del piacere, l’evoluzione e l’amore, ingredienti fondamentali dei nostri vini.
La nostra attenzione per il dettaglio è la sublimazione del piacere stesso di assaporare un vino realmente unico e ogni sorso lascia che il palato riscopra sapori legati ad antiche tradizioni, ma con nuove esperienze di ricerca.
Perché anche la storia è in movimento e Ongaresca si muove con essa.
Il tempo non si ferma, e saper mutare con esso è ciò che ci contraddistingue.
Crediamo che restare in quel moto perpetuo ed essere plasmati con il territorio che ci circonda, ci permetta di offrire, non solo un semplice bicchiere di buon vino, ma un’esperienza di piacere che inebria il palato e l’anima. Da noi lo sguardo accarezza il cielo e l’aria, assapora ogni stagione e si posa su una terra generosa, ricca e forte.
La nostra idea di “buon vino” è rinunciare a produzioni abbondanti al fine di ottenere vini di grande qualità e personalità.
La continua e crescente richiesta del pubblico e il continuo interesse nei confronti dei nostri vini però ci appaga, confermando la nostra scelta.
La cantina è sempre a disposizione di tutti coloro che sono appassionati di vino e amano ancora stupire i propri sensi con autentiche percezioni di alta qualità.
Oggi Ongaresca si sta impegnando per crescere nel mercato nazionale ed internazionale, investendo e valorizzando la specificità dei propri vini, tipici i queste zone del Veneto, un territorio ricco di risorse naturali, storiche e culturali, per essere sempre più competitiva e per una continua ricerca della qualità delle sue produzioni. "
sabato 15 maggio 2021
La Macelleria Deganello a Malo nella rete di Borghi d'Europa
LA MACELLERIA DA RENATO DI DEGANELLO RENATO E DENIS PROPONE CARNI DI PRIMA QUALITA' DAL 1985 , a Malo e Schio .
“Facciamo il mestiere di macellai cercando di migliorarci nella nostra arte e di arrivare al taglio e alla cottura perfetta per ogni pezzo di ciccia. E’ il nostro modo di rispettare l’animale: usare tutto al meglio.Nella nostra bottega, dove è sacra l’ospitalità, potete comprare manzo, maiale , pollame e agnello. Nella vostra cucina di casa, dove si mangia tutti assieme in convivio, avrete la possibilità di apprezzare, spero, tutto il nostro lavoro nella ricerca della qualità , la nostra macelleria è aderente al gruppo Confcommercio “Le Macellerie del Gusto” . Proponiamo due preparati pronto cuoci: l’Arrosto di vitello ai porcini e il Cappone con radicchio ( https://youtu.be/k5ApjsdJG30 )“ .
Miglior presentazione non poteva esser fatta, lasciando la parola ai protagonisti di questa storia.
Entrando, in punta di piedi, nella boutique della carne di Malo, ne abbiamo apprezzato la luminosità, la creatività nell'esporre le carni, il buon gusto che certamente è suggerito da una passione e da una professionalità sconfinate.
Il mestiere del macellaio, in questi anni, si è evoluto, ha preso la strada della gastronomia, ha saputo
avvicinarsi ai gusti mutati della gente, ha saputo, in fondo, coccolare tutti i sensi dei consumatori.
Così,guardando bene, non ci stupiscono le scelte di Denis : l'angolo dei vini ( del territorio e non solo) ; i suggerimenti ' altri' (sughi,paste,ecc.) che previlegiano i prodotti d'eccellenza, che non troverete negli spazi della grande distribuzione :::: e quel bene 'immateriale' che è e resta il dialogo con il cliente, quel prezioso lavoro di orientamento alimentare o di semplice 'ciacola' che , comunque, riempie i vuoti di una vita consegnata troppo spesso alla fretta e al consumismo becero.
Ebbene, tutto questo alla Macelleria da Denis è miracolo quotidiano.
Per questi motivi i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno voluto inserire la Macelleria Deganello nei percorsi del gusto del progetto L'Europa delle scienze e della cultura(Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico-Jonica),per indicare un esempio e una filosofia.
Grazie di esistere !
sabato 28 novembre 2020
Molino Rachello, un bell'esempio nel mondo molitorio
L’anno scorso, di questi tempi, i “canadesi” – invitati
dall’Associazione Meridionale Cerealisti – si sono presentati ad
Altamura (BA) la capitale del “granaio d’Italia” (con la Sicilia) per
un’azione diretta di “pubbliche relazioni” e promuovere così il grano
che più di altri vanta gran qualità… Nell’occasione è uscita la news
(che news non è, perché cosa nota agli addetti ai lavori) che il grano a
Manitoba, sia fatto maturare col “doping” (leggi glifosato) comunque al
di sotto dei limiti di sicurezza fissati dall’Unione Europea, limiti
che (insinuazione?) la UE, ha elevato proprio per consentire a detto
grano di essere importato e commercializzato anche in Europa… C’è da
considerare il momento di pesante crisi in cui versa il settore del
grano duro specie nel Mezzogiorno d’Italia: da 2 anni il prezzo al
quintale è di 4-5 euro sotto il costo di produzione, che in quelle zone
si attesta intorno ai 22-23 euro circa al quintale - secondo la Cia
(Confederazione italiana agricoltori) il prezzo ultimamente si è tenuto
stabile sui 27-28 euro al quintale… Ciò vuol dire che un agricoltore (se
ha terreno di proprietà) vende il proprio raccolto a 1.050 euro
all’ettaro, avendo avuto costi per 850 euro (…). Speculazione al
ribasso che potrebbe addirittura crescere quando le importazioni, che si
concentrano nel periodo a ridosso della raccolta, influenzano i prezzi
di un mercato non sempre “trasparente”… anche per il grano bulgaro che
arriva via mare a Bari (migliaia di tonnellate!) “triangolato” da navi
battenti bandiera di Singapore o della Turchia, grano, questo, che con
il prezzo e la qualità di quello canadese, proprio non ha niente a che
spartire!
In questo “variegato” contesto, non per fortuna, ma per
professionalità e competenze, brilla un nome che è sinonimo di ottima
reputazione: Molino Rachello!
Parliamo dell’apice della piramide del
grano tenero, con una produzione di oltre 2000 quintali di macinato al
giorno ottenuti dalla migliore selezione dei grani e con le più
innovative tecnologie di lavorazione e rigorosi controlli qualitativi,
che danno vita a farine genuine, sicure e dalle elevate qualità
nutrizionali, farine fornite a centinaia di panifici artigianali,
pizzerie e industrie alimentari. Questa la cronistoria: gli albori
risalgono all’ormai lontano 1855 comprovati da una copia
dell'“istromento” - l'atto notarile della compravendita di un terreno -
che segna l'avvio dell’attività di Molino Rachello. Un'antica storia di
mugnai che, in realtà, ha avuto origine molto anni prima. Andrea
Rachello - 90 anni oggi - rappresenta la quarta generazione, lui affitta
un Molino a Cendon di Silea, nella provincia di Treviso e l’anno dopo, i
figli, Carlo e Giovanni, decidono di acquistarlo. Dopo 50 anni di
attività molitoria, nasce la “Ditta F.lli Rachello s.n.c. di Andrea e
Giuseppe Rachello” e l’attività si trasferisce a Musestre di Roncade nel
cuore del Parco Naturale del Fiume Sile. Nel 1992 il Molino F.lli
Rachello s.a.s. ottiene la certificazione di qualità ISO 9001 (secondo
molino del Nord-Est ad ottenerla) e quella per la macinazione di cereali
Biologici; alla produzione convenzionale si aggiunge anche la farina
biologica (oggi una delle linee fiore all’occhiello dell’azienda). Nel
2006 la capacità produttiva arriva a oltre 2.000 quintali di grano
tenero macinato al giorno, con un’altissima qualità di servizio e di
prodotto fornita a centinaia di panifici artigianali e di industrie
alimentari. Nel 2011 l’installazione di un impianto fotovoltaico da
160Kw/h, permette di ridurre le emissioni di Co2 e nel 2015, il progetto
“Oasi Rachello” di filiera tracciata 100% italiana è formalizzato
ufficialmente tramite un disciplinare, che dichiara anche la visione
aziendale di sostenibilità a 360°, sia dal punto di vista ambientale che
socio-economica. Nel 2016 ulteriore ampliamento dell’impianto
fotovoltaico a 210Kw/h e nel 2018 l’implementazione di un Progetto
Sostenibilità in collaborazione con Assindustria Venetocentro di
Treviso, per limitare ancor di più l’impatto ambientale e rendere gli
interi processi aziendali sempre più ecosostenibili. Oggi, presso il
Molino, la nuova generazione di Rachello, con la passione e l’attenzione
per la qualità intatte, tutto è sempre al 100% italiano e al 100%
tracciabile. I numeri: 3 regioni, 30 aziende agricole, 1 team di
agronomi dedicato, 1 progetto di agricoltura sostenibile con
disciplinare, certificazione ISO 22005, 10 farine 100% italiane. Il
Molino garantisce una filiera con materia prima di eccellenza grazie al
grande rispetto nei confronti del territorio e dell’ambiente, poiché
solo da terre, acque ed aria non inquinate possono nascere cereali sani,
in grado di dare vita a farine genuine e naturali, rese così adatte
alle diverse destinazioni d’uso. Per questo da sempre il Molino
predilige progetti ecosostenibili, selezionando zone agricole in aree
naturali o protette - Oasi Rachello - favorendo gli agricoltori che
scelgono coltivazioni biologiche e non OGM e impegnandosi in particolare
con coltivatori locali, con i quali fa rete, per prendersi cura del
benessere dei clienti. I maestri dell’Arte Bianca che hanno scelto di
affidarsi a dette Oasi, contribuiscono a fornire un prodotto finale di
qualità superiore e dalle proprietà uniche e gli agronomi, costantemente
presenti, assistono gli agricoltori nell’applicazione del concordato
disciplinare di coltivazione per garantire elevati standard. In un
momento economicamente difficile, nel settore del grano, ce ne fossero
di molini Rachello!
(GfL)
Molino Rachello srl
di Roncade, Via Everardo, 51, 31056 Musestre TV
martedì 3 novembre 2020
Azienda Agricola Alessio Komjanc: ai confini con la Slovenia
Al termine del mio educational tour in Friuli, ho visitato l’Azienda di Raffaella e Roberto Komjanc che si trova a San Floriano del Collio, non lontano da Gorizia.
La prima cosa che ho notato arrivando è stata la grande cortesia e disponibilità di tutti i componenti dell’Azienda è che ti facevano veramente sentire a casa, preoccupandosi di darti ogni indicazione utile per scoprire il loro meraviglioso territorio: il Collio, un insieme di colline costituite da terreni arenacei marnosi eocenici
La posizione, il clima e la morfologia del terreno hanno favorito fin dai tempi remoti la coltivazione in questo territorio della vite, presente già in epoca pre-romana. Le Prealpi Giulie infatti costituiscono un efficace riparo dai venti freddi di settentrione e la vicinanza della costa adriatica favorisce la persistenza di un microclima mite e temperato, con un’escursione termica tra giorno e notte che garantisce una produzione enoica di qualità.
Qui mi sono soffermato ad assaggiare in particolare il Collio Pinot Bianco DOC 2018 che nell’ultima edizione della Milano Wine Week ha ricevuto da “The WineHunter” il Premio Platinum.
Ha colore giallo paglierino. Il profumo è delicato, e fruttato. Sapore asciutto, pieno, armonico. Un vino sincero, che svela subito le sue doti beverine e che ben si abbina con minestre, risotti ed anche secondi, in particolare di carne bianca. Complimenti.
Infine da ultimo non potevo lasciare il Friuli, questa terra amata da Bacco, senza assaggiare la sua perla più preziosa: il Picolit. Questo vino era già conosciuto ai tempi dei romani e nel corso della storia è stato servito sulle tavole più importanti d’Italia e d’Europa fino a quella dello zar di Russia. Lo stesso Goldoni lo definisce “la gemma enologica più splendente del Friuli”. Quello che ho assaggiato in Azienda era senz’altro pari alla sua fama: di colore giallo dorato, con un profumo intenso e piacevole, che ricorda i fiori di campo ed il miele d’acacia. Il sapore è dolce, giustamente morbido, con un notevole corpo; ampio e vellutato, accarezza piacevolmente il palato, simile ad un nettare.
Le uve, raccolte manualmente, vengono messe per l’appassimento in cassetta per un periodo di 2 mesi. Poi segue la pressatura soffice in pressa pneumatica e la vinificazione tradizionale in bianco, con fermentazione a temperatura controllata e finalmente il vino viene messo in barrique per l’affinamento.
E’ senz’altro un vino da meditazione, che sarebbe da rendere obbligatorio alle Facoltà di Filosofia, ma non disdegna neppure abbinamenti con formaggi stagionati.
Gianluigi Pagano
sabato 24 ottobre 2020
Pizzeria Ristorante Gaia da Camino nella Via Europea della Pizza
La rete dei Borghi Europei del Gusto ha deciso di un creare un percorso dedicato ai temi dei Mulini, delle Vie del Pane e delle Vie della Pizza, tra le grandi iniziative di informazione internazionali del progetto. Il circuito organizza e promuove dei percorsi d’informazione per mettere a confronto idee,
progetti, capaci di seguire il filo logico della valorizzazione rispettosa degli equilibri sociali culturali e ambientali dei territori di riferimento.
Sono previsti incontri e stages di informazione nei territori , per raccontare a giornalisti e comunicatori le storie dei borghi e delle loro culture.
Ogni ‘tappa’ tocca i luoghi, le storie, i protagonisti della filiera agroalimentare.
Così ad Oderzo, è stata visitata in incognito la Pizzeria Ristorante Gaia da Camino.
Il nome del locale rinvia alla storia della comunità. Valente poetessa ( tra le prime in Italia a scrivere in provenzale),Gaia era la figlia di Gherardo III, membro dell'illustre famiglia dei Caminesi. Nell'estate del 1291 risulta già essere moglie del cugino Tolberto III dei Caminesi "di sotto". Il suo patrimonio, già molto cospicuo grazie alla dote ricevuta dal padre, si arricchì ulteriormente con l'acquisto di alcuni mulini dei suoi fratelli localizzati sul Sile (1301) e dalle proprietà di una certa Frixa di Pietro Magninga, nobildonna che l'aveva dichiarata sua erede universale (1302).Il 28 luglio 1309 il doge Pietro Gradenigo ringraziava i coniugi caminesi per il loro contributo nel difendere le terre della diocesi di Eraclea da alcune bande di briganti. L'ultima testimonianza scritta relativa a Gaia è il suo testamento, dettato il 14 agosto 1311 nel castello di Portobuffolé, dove giaceva gravemente malata assistita dal consorte e da un "Petro physico de Prata", medico che andrebbe identificato con un omonimo citato nel 1303 tra i familiari di Rizzardo II da Camino.Morì qualche giorno dopo e fu sepolta a Treviso nella chiesa di San Nicolò. Nella stessa tomba si troverebbero anche i resti della figlia Chiara.
La sua fama, postuma, aumentò dopo essere stata ricordata da Dante nel Purgatorio. Nel canto XVI il Sommo Poeta mette in bocca a Marco Lombardo questa parole, riferite a Gherardo:
«Per altro sopranome io nol conosco,
s'io nol togliessi da sua figlia Gaia.
Dio sia con voi, ché più non vegno vosco.»
(Dante Alighieri)
La visita ci ha dato : ottima scelta di farine d'eccellenza ; impasto accorto, frutto di una lunga lievitazione, quindi pizza digeribilissima ; menù ricco di suggestioni, che spazia dalle pizze tradizionali a quelle più creative ; prodotti di fascia qualitativa alta.
“ Insomma una pizzeria che merita di essere segnalata, anche per lo stile dei titolari e del personale,improntato su di una cortesia non ingombrante.Da scoprire anche la cucina.”
Stefano e Michela propongono una cucina ispirata ispira alla Tradizione Culinaria del territorio, che si avvale di ingredienti di qualità e freschissimi, garanzia data dalla Stagionalità delle pietanze.
venerdì 2 ottobre 2020
Lo schioppettino di Prepotto all'incontro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura, Patrocinato da ESOF2020
Borghi d'Europa ha organizzato un incontro del progetto 'L'Europa delle scienze e della cultura' ( Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica ed ESOF2020,Euroscience Open Forum,Trieste Città Europea della scienza), sui temi della sostenibilità nella filiera agroalimentare presso l'Enoteca di Cormons.
I temi della sostenibilità nella filiera enoica sono stati affrontati dalle aziende agricole che partecipano al progetto Destinazione Schioppettino di Prepotto.
Mattia Bianchini (Azienda Agricola Grillo Iole) ha osservato che “...gestiamo la campagna con degli obiettivi ben chiari:non danneggiare l'equilibrio dell’ambiente, salvaguardare il benessere delle persone che lavorano e vivono in campagna e non lasciare indesiderati residui nei vini . Affinchè bere un buon bicchiere di vino possa essere un puro piacere.Per la gestione delle principali malattie della vite ci affidiamo all’utilizzo di prodotti noti da centinaia di anni, i più naturali e meno invasivi fra i fungicidi a base di rame e per di più utilizzati a basse dosi.Se necessario nelle annate particolarmente difficili utilizziamo prodotti diversi dal rame ma sempre caratterizzati dal miglior profilo eco tossicologico e mai in grado di lasciare residui nelle uve e nei vini.Anche nelle concimazioni del terreno favoriamo dei concimi di origine organica molto più efficaci nel rendere fertile il terreno e nel migliorarne il suo stato.”
Valerio Marinig (Azienda agricola Marinig) racconta : “Otto sono i preziosi ettari di superficie coltivati dalla famiglia Marinig, per una produzione che si aggira attorno ai 80 q.li/ha l’anno.
Si estendono su un territorio collinare, dove la particolare conformazione morfologica e climatica ha da sempre creato i presupposti per una coltivazione di qualità. Inoltre la cura, l’attenzione e l’artigianalità nello svolgimento delle attività lavorative contribuiscono a risultati di eccellente livello.La vendemmia viene svolta in modo esclusivamente manuale.”
“ Non ci basta recuperare i vitigni autoctoni- ha commentato Gabriele, dell'Azienda agricola Colli di Poianis-, ci piace salvaguardare e proteggere il territorio mantenendo la sua originale e storica configurazione,la vitale convivenza di declivi,sentieri e vitigni che nel tempo hanno creato micro equilibri vitali generando e custodendo la biodiversità.L'anima di questi appezzamenti è rinchiusa nei loro vini. Territorio e memoria, li custodiamo insieme, sotto vetro!”
La cantina è il luogo della riscoperta e della conservazione delle più antiche pratiche enologiche tramandate dal padre Paolino.La parola chiave è rispetto.Rispetto del vino, del lento scandire del tempo e delle stagioni,delle loro condizioni climatiche,rispetto delle fasi lunari.
La cantina è il luogo dove le più moderne tecnologie accompagnano i saperi della tradizione.
Senza violenze, senza interrompere il filo dei valori tramandati di padre in figlio.”
Una degustazione, guidata da Antonella Pianca ( scrittrice e degustatrice professionale) e
Alessio Dalla Barba (direttore Borghi d'Europa e Sommelier Ais professionale), ha chiuso
l'incontro. Il progetto sulla sostenibilità è partito!



